Chi siamo

Siamo Sveva e Irina, amiche dai tempi dell’asilo, poi sui banchi delle elementari e anche delle medie. Un’amicizia quasi lunga 30 anni, di quelle belle che scaldano il cuore e l’anima. Da piccole dicevamo che da grandi avremmo aperto una fattoria insieme, dove avremmo anche cucinato… Per il momento niente fattoria ma questo blog nato in un pomeriggio d’estate. Un blog dove la voglia di scrivere di una si sposa perfettamente con le doti grafiche e creative dell’altra. Un luogo dove crescere ancora insieme.


Sveva

Mi chiamo Sveva e ho 31 anni, sono mamma “di cuore” di un bellissimo maschietto di 20 mesi di nome Tommaso adottato con adozione nazionale più di un anno fa. Amo scrivere sin dai tempi del liceo e la scrittura è stata fedele compagna in questo percorso di adozione che mi ha portato a coronare il sogni di diventare mamma. Senza la scrittura molto di quello che è stato e molto di quello che ancora dovrà venire sarebbe andato perso. Le parole mi hanno sempre affascinato, il loro rincorrersi incessante tra le righe di un libro, i versi di una poesia o le strofe di una canzone mi strega. Questo blog è la storia del mio essere mamma ed in particolare del mio essere mamma adottiva, del percorso che ha portato me e mio marito a fare questa scelta. Non troverete la fredda cronaca di quello che è stato, nemmeno un elenco inutile di pratiche burocratiche o di numeri e statistiche. Troverete invece le emozioni viscerali e di pancia che accompagnano questa bellissima avventura: i dolori dello scoprire la storia di infertilità, gli smarrimenti iniziali, i dubbi, le incertezze nello scegliere questa strada ma anche la gioia immensa e la felicità nello scoprirsi finalmente in tre.

Oggi il web costituisce il luogo privilegiato di ricerca di informazioni per qualsiasi tema, spesso si interroga il web quasi come si interrogano i tarocchi sperando che ci fornisca la risposta che cerchiamo o, molto più spesso, quella di cui abbiamo disperatamente bisogno.

Ricordo perfettamente che nei primi momenti di confusione e incertezza e in seguito durante l’iter adottivo anche io ho interrogato Google alla ricerca di informazioni, di dettagli, di soluzioni ma anche e soprattutto di storie come la mia. Perché  quando la sofferenza entra nella nostra vita abbiamo bisogno di sapere che qualcun’altro con il nostro stesso problema ce l’ha fatta, abbiamo bisogno di sapere che la tempesta passerà e spesso vogliamo sapere anche come. L’ unica cosa che facevo in quei mesi di lacerante sofferenza era cercare non solo informazioni ma storie reali, vite vissute. Qualcosa che mi dicesse che sarei sopravvissuta a quello che mi sembrava in quel momento un vero e proprio uragano. Ho cercato forum, chat, blog, siti dove si parlasse sinceramente di problemi di infertilità e in seguito di adozione. Mi sono invece imbattuta in centinaia di siti e forum che parlavano di burocrazia da evadere, di statistiche, di probabilità, o di semplici cronistorie delle adozioni che erano andate a buon fine. In pochi siti ho trovato davvero un luogo di condivisione, di scambio schietto e sincero di emozioni, di quelle vere che fanno venire le farfalle allo stomaco e tremare la pancia. Voglio che questo blog sia soprattutto questo: uno spazio virtuale dove tu, che ora mi stai leggendo e che ti sei riconosciuta in ogni parola di quello che ho scritto, possa sentire che quello che senti e provi, che la tua storia di infertilità, che il tuo attendere quella telefonata che ti cambierà la vita, quella paura nell’affrontare la storia di tuo figlio, sono fatte anche di pianti, di rabbia, di dolore, di rassegnazione ma anche di forza, di coraggio. Un luogo dove sentirsi a casa, dove abbassare la maschera e condividere la propria storia. Come potrai vedere sul nostro blog non troverai foto in cui possiamo essere riconoscibili. Non vogliamo nasconderci dietro ad una maschera ma tutelare la privacy della mia famiglia e soprattutto di mio figlio.

Irina

Ero alla ricerca di qualcosa, siamo tutti sempre alla ricerca di qualcosa, e io ce l’avevo già tra le mani…
Una sera o forse già notte tra mille pensieri ho avuto l’idea: un BLOG. I pezzi del puzzle si sono incastrati a perfezione e senza fare il minimo sforzo.

Non sono mamma ma quelle parole, tutto quel dolore, da quando mi aveva confidato i suoi problemi ritornavano ciclicamente a galla nella mia mente e anche il fatto che per superare, metabolizzare e capire si fosse rifugiata nella scrittura. Forse mi ha colpito così tanto perché io la scrittura l’ho sempre lasciata agli altri… il mio mondo è fatto di luci, immagini, suoni e colori e talvolta non c’è proprio spazio per le parole.

Le risposte spesso sono più vicine di quanto crediamo, sono già con noi, dentro di noi.

Nel mio lavoro gli input esterni sono molto importanti e ne siamo sempre a caccia, ma quelli più importanti, quelli vengono da dentro.

Lavoro tanto e soprattutto per gli altri, per persone di cui non so praticamente nulla. Perché non mettere a disposizione uno strumento per una persona della quale invece so praticamente tutto?
Ed è nato tutto così il 3 maggio 2015 da un messaggio su whatsapp di poche battute ma chiare e decise! E la risposta è stata subito SI!

E poi una sera arrivò Giulia… e tutto prese un’altra magica forma…