Che cos’è l’adozione?

Secondo Wikipedia l’adozione è: un istituto giuridico che permette a un soggetto detto adottante di trattare ufficialmente un altro soggetto detto adottato come figlio, il quale assume il cognome dell’adottante.
Secondo il Dizionario Treccani adozióne s. f. [dal lat. adoptio -onis, der. di adoptare «adottare»]. – 1. Istituto giuridico che consente di formarsi una filiazione civile, che sorge cioè non già per vincolo di sangue, ma per un rapporto giuridico costituito mediante il consenso di un adottante e di un adottato, con le forme e le condizioni stabilite dalla legge: l’a. di un bambino orfano; diventare figlio, padre per a.; piccola a., l’affiliazione; a. a distanza, quella che consente di provvedere al mantenimento di un minore nel suo paese d’origine, grazie al versamento di somme di denaro attraverso organizzazioni internazionali.

Che cos’è l’adozione per me che non sono una mamma né una figlia adottiva?

Adozione per me è tante cose, principalmente ascolto e accoglienza ma è anche un’emozione, quella che vedo riflessa negli occhi della mia amica Sveva ogni volta che parla di suo figlio e si illumina.
È anche dolore, ma un dolore che non è un qualcosa da evitare per mettersi a guardare altrove, è un dolore che si affronta e che si guarda dritto negli occhi, che cresce dentro e che alla fine… in alcuni casi si trasforma.

Un dolore che CI TRASFORMA, proprio come una fase dell’alchimia.
Per me l’adozione è un dolore/rabbia che muta in accoglienza, che mette da parte i giudizi degli altri, il colore della pelle, le lacrime, i sentito dire, le notti insonni, i documenti da firmare, gli sguardi di amici e parenti, gli esami medici, iL senso di impotenza, le facce stravolte, i sorrisi forzati, le risposte di cortesia, il guardarsi allo specchio e chiedersi… perché?
Si salta, si, arriva il momento in cui si salta per davvero nella vita e ci si mette a guardare cosa succederà.

Per me l’ ADOZIONE è un grande salto.

Se questa stessa domanda mi fosse stata posta qualche anno fa molto probabilmente la mia risposta sarebbe stata piena di luoghi comuni e di sentito dire.
Questo vuol essere solo il mio punto di vista che credo muterà e si arricchirà di nuovi concetti ed emozioni con il passare del tempo e con tutte le storie che racconteremo attraverso il blog.

Chi nella vita non si è mai chiesto “chi sono” veramente? Non chi mostro al di fuori ma chi sono IO DENTRO

Grazie Sveva per avermi permesso di crescere con te in questa esperienza.