Siamo arrivati anche noi ad un’altra tappa importante: l’inserimento alla scuola dell’infanzia, alla “scuola materna” come dice Tommaso. Mercoledì è stato il nostro primo giorno, Tommaso si è svegliato euforico ed è corso a guardare il calendario dove avevamo cerchiato il 6 settembre per ricordarci l’inizio dell’inserimento alla scuola dell’infanzia ed ha gioito capendo che finalmente la giornata che tanto attendeva era arrivata.

Tommaso ama stare in mezzo ai bambini, soprattutto quelli più grandi e l’inizio della scuola materna è per lui sinonimo di compagnia, nuovi amici e giochi. Il nido, che Tommaso ha frequentato per due anni, è stata un’esperienza positiva, le educatrici hanno accolto e coccolato mio figlio con una dedizione ed una professionalità che ci ha fatto sentire da subito “ a casa”.  Si è legato molto alle educatrici e ai suoi compagni di sezione quindi ho passato l’estate a fargli capire che alla scuola materna avrebbe incontrato nuovi amici e nuove maestre. Avevo paura che andasse in crisi vedendo ambiente, bambini ed insegnanti nuove ed invece, almeno al momento, non ha mostrato alcun segno di nostalgia. I bambini hanno risorse e reazioni, che spesso ci stupiscono o non comprendiamo, perché filtrate dal nostro modo da adulti di ragionare ed etichettare le cose. Ero forse io quella più preoccupata delle novità.

Nei mesi passati quando dovevamo scegliere la scuola dell’infanzia in cui iscrivere Tommaso abbiamo visitato alcune scuole e parlato con le insegnanti, le parole chiave che hanno guidato la nostra scelta sono state “accoglienza” e “serenità”.

Accoglienza perché ho sempre pensato che la scuola, luogo in cui mio figlio trascorre diverse ore al giorno, debba essere un luogo in cui sentirsi proprio accolti, quasi abbracciati, un posto sicuro. Ed anche come genitori sentirsi accolti da coloro che si prenderanno cura di tuo figlio è una sensazione che mette a proprio agio. Noi mamme adottive poi abbiamo le antenne sempre un po’ più sollevate, vogliamo essere sicure che la scuola sia un luogo che accolga i nostri figli e la loro storia. Ed è stato così anche per me nella scelta, così ho scartato una scuola dell’infanzia le cui insegnanti mi sono sembrate poco disponibili e assolutamente disinteressate. Abbiamo scelto una scuola dell’infanzia la cui maestra si è dimostrata sin da subito empatica e disponibile e ci ha richiesto di poter avere maggiori informazioni circa il mondo delle adozioni. La nostra assistente sociale ci ha suggerito un incontro insieme a lei e alla maestra.  E’ stato un bel momento di condivisione e confronto, in cui l’assistente sociale ha fornito una panoramica del vissuto dei bambini adottivi e di ciò che ogni cambiamento ed ogni distacco rappresentano per loro. Una bella chiaccherata che ha posto le basi per la relazione di fiducia e di condivisione che credo sia fondamentale nel rapporto scuola-famiglia.

Serenità è l’altra parola che ci ha guidato nella scelta della scuola. Ho apprezzato molto che la scuola che abbiamo scelto ci abbia ricevuto in orario scolastico, dato che non eravamo riusciti ad andare all’open Day, e che quando siamo arrivati senza aver per altro preso appuntamento si respirasse davvero serenità. Anche questo mi ha regalato una bella sensazione e ci ha fatto definitivamente propendere per questa scuola.

E queste due parole ci hanno accompagnato anche in questi giorni di inserimento alla scuola dell’infanzia che sono riuscita a vivere senza paure e senza ansie. Tommaso è cresciuto molto in questi ultimi mesi, vedo che è un bambino sereno seppur un vulcano, sempre in movimento ed un gran testone. La sua euforia e il suo entusiasmo per questa nuova avventura “ da grande” mi hanno contagiato e dato sicurezza e sento di essere cresciuta anche io in questi due anni di esperienza al nido. Ricordo ancora il magone e le preoccupazioni per l’inserimento al nido che è andato comunque bene. Ero però diversa io, più insicura, più chioccia, più inesperta, più ansiosa quando mi chiudevo quella porta alle spalle i primi giorni. Credo che non siano i nostri figli a fare il vero inserimento ma noi mamme, che ci dobbiamo lentamente abituare a lasciar andare i nostri figli, a pensare di non poter essere onnipresenti. Questo secondo inserimento mi trova diversa, una mamma più consapevole, non è cresciuto solo Tommaso in questi mesi ma anche io. Il fatto che ora Tommaso sappia esprimersi a parole, cosa che ovviamente il primo anno di nido non faceva, ci ha permesso di parlarci, di capirci, di sintonizzarci su questa nuova avventura. Ed è bellissimo sentire i suoi racconti, vederlo così entusiasta ed euforico, dargli un bacio prima che entri e ricordargli che lo amo da impazzire e che tornerò presto da lui. E vederlo entrare in classe e correre a giocare.

Serenità.