Sabato 13 maggio durante l’evento “I colori dell’adozione: tra narrazione e pittura” organizzato dal nostro blog, in collaborazione con Italiadozioni, verrà presentato il libro Cara Adozione,una raccolta di lettere che parlano di adozione. 45 autori da tutta Italia, che hanno partecipato al Festival delle Lettere, e hanno raccontato con una lettera la loro esperienza e il loro punto di vista sull’adozione. Abbiamo intervistato Roberta Cellore, la curatrice del libro, che insieme ad Ivana Lazzarini, presidente di Italiaadozioni interverranno all’evento.

Come è nato il progetto Cara Adozione e come si sta sviluppando?

C’erano le lettere del Festival delle Lettere e la volontà di non tenerle nel cassetto. Erano troppo importanti. Questo Ivana l’aveva capito molto bene, solo che non aveva ancora chiaro che cosa fare. Così le ha affidate a me, dimostrando una grande fiducia nei miei confronti, di cui la ringrazio tanto. In fondo mi conosceva davvero da poco tempo. Me le sono lette e a metà del percorso la mia mente ha cominciato a elaborare le informazioni e a metterle in ordine. Sono nati così i capitoli, per ciascuna fase dell’adozione: la scoperta dell’infertilità e la scelta di adottare, l’abbinamento, l’attesa, l’incontro, l’entrata in famiglia, l’adolescenza e la ricerca delle origini. In questo sono stata facilitata dal fatto che sono mamma adottiva da tanto tempo e ho una visione abbastanza completa dell’esperienza. Così è nato il libro, con le voci di chi l’ha vissuta e l’accompagnamento degli operatori di Italiaadozioni che si sono spesi in modo molto generoso per questo progetto.

La cosa più entusiasmante, però, è quello che è successo dopo. Dalla presentazione ufficiale del libro a Milano, lo scorso ottobre, si è messa in moto una meravigliosa macchina di solidarietà. Gli autori stanno organizzando eventi in tutta Italia, chi in gruppi di lettura ristretti, chi in contesti molto più ampi come ad esempio il Civic Festival di Pisa. La gente partecipa, si emoziona e ci ringrazia. Credo che le persone capiscano che Cara Adozione non è un semplice libro, ma molto di più. Crea ponti, fa conoscere persone, le fa collaborare e dialogare. Si è sprigionata un’energia contagiosa.

Cara Adozione può essere definito un libro corale, quale è il valore aggiunto dei diversi punti di vista rappresentati?

Cara Adozione è di sicuro un libro corale. A diversità di altri libri che parlano di adozione, qui tutti i protagonisti sono presenti: i genitori, i figli e gli operatori. Ognuno col pezzettino della sua vita e della sua esperienza, ci trasmette l’emozione di un momento di gioia, rammarico o riflessione. Gli operatori accompagnano, ma rimangono al loro posto, senza essere invadenti. Semplicemente fanno da mentore: sappi che potrà accadere anche quello che non c’è scritto nelle lettere.

Se io avessi avuto un tale manuale nelle mie mani al momento di adottare avrei potuto vedere la storia della nostra evoluzione di famiglia e, nel prosieguo, forse, certi momenti di tensione sarebbero stati gestiti meglio. E’ un libro da tenere sul comodino, a portata di mano. Aiuta a non sentirsi soli e a riconoscersi ora in Enrico, ora in Giulia, ora in Devi.

A chi consiglieresti di leggere il libro?

A tutti. Dò per scontato che lo leggano le famiglie adottive, per natura curiose e proattive. Essendo un libro semplice può essere utile a grandi e piccini. Non a caso quest’anno al concorso “L’adozione tra i banchi di scuola” (concorso indetto da Italiaadozioni per parlare di adozione e accoglienza nelle scuole, ndr) molti elaborati si rifacevano alle lettere. Ma anche il nonno può leggerle, o l’educatore che voglia capire l’evoluzione di una famiglia adottiva per meglio relazionarsi con il ragazzo e la famiglia. Direi che è un libro utile anche per gli stessi figli, che in uno spazio di circa 200 pagine possono ripercorrere, attraverso il vissuto di altri, la loro storia e sentirsi completi e in compagnia. C’è poi l’ultimo capitolo “La gente intorno a noi” che è dedicato agli opinion leader, ai politici, ai giornalisti, a quelli che siedono nei talk show. Sarebbe interessante vedere il diverso approccio ad un tema così delicato, con il linguaggio sensibile del caso, dopo aver letto il libro.

Di che colore è l’adozione? Se dovessi scegliere un colore per descrivere che cosa è oggi per te l’adozione che colore sceglieresti?

Per me rimane l’arancione. La potenza e l’energia di una scelta coraggiosa iniziale, i conflitti che a volte si scatenano all’interno della famiglia e la speranza che alla fine splenda sempre il sole. Quel sole che ci fa stare bene come quando vediamo la palla arancione che sta per tramontare, per rinascere un’altra volta il giorno dopo. Pronti a ricominciare, senza sosta e senza paura.

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