Come si fa ad adottare un bambino e quale percorso – iter bisogna seguire?… Da quando nostro figlio è arrivato nella nostra famiglia mi capita spesso che mi venga chiesto da coppie che stanno iniziando a pensare all’adozione. Nei loro occhi leggo lo spavento e la paura per le lungaggini burocratiche, i tempi di attesa, l’ansia di non riuscire a districarsi nell’iter adottivo e il bisogno di essere rassicurati.

Quanto è difficile in Italia adottare un bambino? Quanto costa adottare un bambino? Perchè in Italia è così difficile adottare un bambino? Quanto tempo ci vuole per adottare un bambino? Avrò i requisti? Ma quali sono i requisiti? Qualcuno è riuscito ad adottare un bambino con la nazionale? Come si fa ad adottare un bambino italiano?
Sono solo alcuni degli esempi delle maggiori ricerche effettuare sul web sul tema “Adozione”

Adottare oggi è percepito come una “mission impossible”. Quello che cercherò di fare in questo post è un piccolo vademecum, senza alcuna pretesa esaustiva, degli step dell’iter adottivo dal punto di vista pratico e burocratico analizzando i passi da compiere. È un piccolo punto di partenza degli aspetti pratici e dei passi da compiere.
Il tutto può risultare un po’ freddo e a tratti anche semplicistico, lontano dalle emozioni che invece fino ad ora hanno colorato i miei post. Niente paura nelle prossime puntate vi racconterò come io e mio marito abbiamo vissuto tutto l’iter adottivo, i piccoli passi che ci hanno condotto a realizzare il sogno di abbracciare nostro figlio.

Primi passi nell’iter adottivo: i requisiti di coppia per l’adozione

Per poter presentare la domanda è necessario essere sposati da almeno tre anni. Si può presentare domanda anche con meno anni di matrimonio se questo è stato preceduto da una comprovata convivenza per un totale tra convivenza e matrimonio di almeno tre anni.

Esiste poi un requisito legato all’età: la differenza minima tra adottato e adottante deve essere di 18 anni, la differenza massima tra adottanti e adottato deve essere di 45 anni per un coniuge e 55 anni per l’altro. A questo requisito esistono alcune variazioni in casi di adozioni di due o più fratelli o nel caso in cui in famiglia ci sia già un figlio biologico o adottivo.

Domanda di adozione

Una volta accertati i requisiti occorre presentare presso il Tribunale dei Minori della vostra area di competenza la domanda di adozione che è in realtà una dichiarazione di disponibilità ad accogliere un minore in adozione. Dal punto di vista pratico la domanda di adozione consiste nella compilazione di alcuni moduli che vi saranno forniti dalla cancelleria adozioni e dalla produzione di alcuni documenti. Viene richiesta ad esempio la dichiarazione da parte dei genitori di entrambe i coniugi di essere al corrente della volontà dei figli di voler procedere con la domanda di adozione. Qualora si presentino entrambe le domande di adozione, quella nazionale e quella internazionale, si compileranno due diversi moduli che verranno protocollati dalla cancelleria adozioni.

Corsi informativi

Molti Tribunali richiedono alla coppia di partecipare a corsi informativi sull’adozione tenuti dai servizi territoriali. Sono giornate, solitamente due, in cui vengono affrontati tutti gli aspetti legati al mondo dell’adozione: legislativi, procedurali, psicologici e pratici. Queste giornate hanno lo scopo di informare la coppia, di accompagnarla nell’iter adottivo cercando di fornirgli gli strumenti adeguati. Spesso intervengono coppie adottive che raccontano la loro esperienza. In alcuni tribunali senza l’attestato di partecipazione al corso non è possibile presentare la domanda. Occorre pertanto informarsi presso il proprio Tribunale dei Minori sulla frequenza dei corsi e le modalità di iscrizione.

I colloqui con i servizi sociali

Dopo aver depositato la domanda di adozione il Tribunale dei Minori incarica i servizi sociali territoriali di compiere quella che viene definita “istruttoria” sulla coppia. L’obiettivo di questa fase è tracciare un’analisi della coppia e delle sue capacità genitoriali. Durante i colloqui con l’assistente sociale e lo psicologo si indagano le motivazioni della coppia all’adozione, la sua storia, l’ambiente familiare e sociale in cui è inserita. Vengono inoltre valutate le risorse e i limiti che la coppia presenta e definite le disponibilità della coppia su alcuni argomenti quali il rischio giuridico, il rischio sanitario, l’accoglienza di gruppi di fratelli o bambini con “special needs”. L’istruttoria si configura anche come un momento di riflessione e di crescita per la coppia che sostenuta dai servizi matura ulteriormente la propria consapevolezza sull’adozione. L’indagine deve terminare per legge entro 120 giorni dall’invio della documentazione da parte del Tribunale dei Minori. Al termine dei colloqui viene redatta una relazione psico-sociale della coppia che viene inviata al Tribunale.

Il colloquio con il Giudice

Terminata l’istruttoria la coppia viene chiamata per un colloquio con un giudice del Tribunale. Egli dopo aver letto la relazione inviategli dai servizi territoriali incontra la coppia personalmente, in questa fase possono venire approfonditi alcuni argomenti emersi nella relazione dei servizi. Il giudice si riunirà poi in camera di Consiglio e nel caso dell’adozione internazionale viene emesso un decreto di idoneità o di non idoneità all’adozione. Per l’adozione nazionale non viene emesso alcun decreto, in questo caso il colloquio ha il compito di valutare la coppia e di comprendere se questa può essere una risorsa per un bambino in attesa di adozione.

Inizia l’attesa

Da questo momento in poi inizia l’attesa. Nel caso in cui si voglia procedere con l’adozione internazionale è necessario entro un anno dalla ricezione del decreto di idoneità dare mandato ad uno degli enti autorizzati. Nel caso dell’adozione nazionale la coppia non deve fare altro se non attendere una eventuale chiamata del Tribunale per una proposta di abbinamento.

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